giovedì 5 maggio 2011

E-book o ebook?

Con trattino e senza è comunque un termine che sta diventando molto inflazionato sui media.

La traduzione poi è semplice, di cosa si tratti è chiaro ai più, o almeno dovrebbe.

E' un prodotto? un apparato tecnologico? Un fenomeno?

La prima può passare, le seconda se si aggiunge reader in coda, la terza ... si ma ancora non sviluppato come potrebbe.

Sul web troviamo una definizione condivisa: "Per e-book, o libro elettronico, si intende un'opera letteraria monografica pubblicata in forma digitale e consultabile mediante appositi dispositivi informatici".

Un fenomeno non ancora ben sviluppato quindi.

Eppure esiste da diversi anni: molti fanno coincidere la sua nascita con quella del Progetto Gutemberg, nel lontano 1971, ma il primo vero romanzo ipertestuale fu distribuito su floppy disk nel 1987.

Una lunga gestazione legata a diverse motivazioni.

Innanzitutto di tipo culturale: è difficile vincere l'attacamento del lettore al libro stampato, dalla sensazione fisica del toccare la carta, alla conservazione dei volumi, che siano ammassati sugli scaffali oppure ordinati nella libreria.

Poi ci sono le motivazioni di tipo tecnico, perchè i veri passi avanti nella tecnologia e nella produzione di schermi di "carta elettronica" risalgono soltanto agli ultimi anni.

E lo sviluppo tecnologico continua. I dispositivi del futuro saranno sempre più piccoli, leggeri, ergonomici e con soluzioni tecnologiche mirate a favorire la lettura in completo relax.

Ma non solo. L'esperienza diventerà ancora più interattiva: basti pensare che già ora possiamo avere più informazioni su un concetto semplicemente cliccandoci sopra, visualizzare un filmato, ascoltare un file audio che sia strettamente collegato al testo o semplicemente di sottofondo ....

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